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SASSI NEL FUTURO

CONTENUTO

> IL BENE CHE VERRA' (La Società Femminista)

> ASSOLUTA COERENZA (Futuro eventuale)
 



IL BENE CHE VERRA'



> Società femminista.

Sarà una società senza guerre, senza razzismo e senza sfruttamento.

Rispetteremo la natura, non ambiremo al potere, non ci sarà arrivismo, non correremo dietro al denaro.

L'autorità ed il potere saranno equamente divisi e le fatiche domestiche adeguatamente spartite.

Non ci sarà violenza né sangue sulle strade e negli stadi.

Non ci saranno stupri, molestie, pornografia e prostituzione. Non ci sarà prevaricazione. I forti non prevarranno.

Non individualismo, non celebrazione dell'egoismo.

Non ci sarà bisogno di eroi, non ci saranno "machi" "uomini veri" e "Denim", quelli che non devono chiedere mai. Chiederemo.

La cultura sarà difesa, i deboli protetti. I valori odierni saranno rovesciati.

Finalmente chiameremo male il male e bene il bene.

Saremo tutti meno infelici. No, non sarà perfetta ma la migliore mai esistita.

Nascerà contro la nostra volontà.

Perciò non potrà avere il nostro nome.
 
 

> Società femminista.

No, non sarà perfetta ma la migliore mai esistita. Sin qui non è mai esistita perché noi non abbiamo voluto che nascesse.

Nascerà contro la nostra volontà, contro i nostri desideri, contro le nostre profonde pulsioni. Contro i nostri miti, i nostri idoli.

Contro la nostra logica, la nostra visione del mondo, il nostro potere.

Contro la nostra scienza, la nostra cultura, i nostri valori. Contro le nostre bugie ed i nostri inganni. Contro la nostra violenza e contro tutto ciò che chiamiamo bene ed invece è male.

Non sarà perfetta, sarà qualitativamente migliore perché non sarà una nostra creazione.

Sarà come noi non la vogliamo. Sarà rivolta al bene.
 
 

E' per questo che non può avere il nostro nome. Non lo avrà.
 
 

> Società femminista.
 
 

Diventeremo dolci. Non avremo più bisogno di sentirci forti.

Non conquisteremo nuove terre e nuovi spazi, perché abbiamo già distrutto abbastanza.

Non diremo "Vogliamo essere liberi" insinuando di non esserlo, perché lo saremo veramente. Non rivendicheremo diritti che non abbiamo. Riconosceremo i nostri doveri.
 
 

Non dovremo difendere nessuno perché noi stessi non minacceremo né impauriremo nessuno.
 
 

Diventeremo padri quando ci sarà richiesto e saremo padri attivi e presenti, non come ora. Non lo diventeremo a nostro arbitrio sotto il mantello del cosiddetto "diritto alla paternità". Non ci sarà più permesso di disconoscere i nostri figli. Non imporremo agli altri lo stesso obbligo con il provocatorio pretesto della parità. Spingeremo le carrozzine senza sospetti. Non li sculacceremo.
 
 

Non imporremo la nostra volontà, accoglieremo quella degli altri.

Impareremo a giudicare la nostra storia e noi stessi secondo un nuovo criterio, non più con il nostro. Non saremo gelosi del mondo migliore che gli altri hanno costruito contro la nostra volontà. Con generosità ne riconosceremo la superiorità, come la storia avrà dimostrato.

Controlleremo i dettagli del nostro linguaggio, dei nostri gesti e vigileremo sui nostri sentimenti. In ciò saremo aiutati dagli altri.

Saremo aiutati a correggere i nostri sogni con i quali saremo tentati di riguadagnare i privilegi perduti..

Controlleremo totalmente il nostro comportamento adeguandolo alle legittime richieste degli altri. Non pretenderemo di giudicare il loro comportamento.

Useremo un vocabolario corretto. Non ne indagheremo la logica perché sapremo che non sarà stato modificato contro di noi. Sapremo che non ci sarà stato imposto.
 
 

Non useremo parole dal doppio senso offensivo come "virilità", "mascolinità" "maschilità". Non le penseremo.

Non diremo: "Questo e quello son cose che ci fanno male". Perché sapremo che il male è figlio della cattiva volontà e dove nessuno vuole fare del male, il male non c'è.

Sapremo che le difficoltà di adeguarci alle nuove abitudini deriveranno dal nostro passato e dal fatto che la mentalità cattiva è dura da abbandonare.

Non chiameremo "nostre esigenze" quelle che sono aspettative di illegittimi privilegi. Non rivendicheremo "diritti" perché sapremo che ciò comporterebbe doveri per gli altri.

Non useremo espressioni quali "la nostra dignità", "il rispetto per noi stessi", "la nostra libertà", "le nostre aspettative", " le nostre pulsioni", insinuando che esse non siano rispettate e valorizzate.
 
 

Non molesteremo le nostre colleghe baciandole per primi. Non le mortificheremo rifiutandoci di baciarle in contraccambio. E questo non lo chiameremo dipendenza.

Non ci sentiremo soli. In ogni momento ci sarà chi saprà dove siamo, cosa facciamo, come stiamo. Sapremo che non lo farà per controllarci e perciò non ci sentiremo controllati.

Non saremo orgogliosi del nostro corpo. Non avremo la necessità di rivendicare spazi esclusivi. Non li chiederemo. Riconosceremo i nostri limiti. Non penseremo di essere importanti.
 
 

Impareremo a piangere ed a confessarci. Ci riconosceremo deboli ed imperfetti certi di trovare comprensione e non scherno.

Non penseremo mai che qualcuno possa offenderci o farci del male, perché questo pensiero li oltraggerebbe.
 
 

Ci faremo carico del nostro passato. Saremo sinceri e non troveremo scuse per le nostre responsabilità. Non accuseremo gli altri di colpe che non possono avere.

Condanneremo tutto ciò che nel nostro passato abbiamo commesso. Gli altri ci diranno che cosa.

Non useremo la nostra personale innocenza per coprire la colpevolezza della nostra appartenenza.

Ma non diremo "Siamo colpevoli di essere nati maschi", insinuando che colpevoli siano proprio gli innocenti, o, inaudito, per suggerire che, alla nostra nascita, un'originaria condizione d'indegnità morale ci attendesse - Anatema del Mondo! - per tenerci incatenati senza rimedio alla nostra ereditata, insolvibile colpa.

Non chiederemo allora, oltraggiando noi stessi, perché siamo nati: conosceremo la risposta.
 
 

Quando gli altri ci giudicheranno nei tribunali non permetteremo che ci condannino.

Cavalieri, li anticiperemo autocondannandoci, perché nessuno possa pensare che un genere siede in alto a condannare l'altro e che noi entriamo come imputati là dove gli altri entrano solamente come giudici, perché sapremo che di questo essi non hanno colpe. Non lasceremo agli innocenti l'onere di profferire condanne.
 
 

Riconosceremo di avere paura e troveremo aiuto, non derisione.

Apprenderemo dagli altri quale sia il vero valore dei nostri sentimenti. Non ci giudicheremo più da soli.

Impareremo finalmente a distinguere tra le pulsioni buone e quelle cattive.

Non saremo educati nel falso mito del coraggio. Chiederemo prima di intraprendere iniziative. Non ci vanteremo dei nostri successi. Ci dedicheremo a quelle attività che ci verranno suggerite.

Malati, non ci lamenteremo, perché avremo smesso di fare i bambini e di compiangerci. Quando soffriremo non lo nasconderemo, perché avremo smesso di comportarci da 'machi'.

Se ci accadrà di soffrire e di faticare per gli altri non lo rinfacceremo a nessuno, perché finalmente avremo imparato dalle nostre madri, le quali, di tutte le rinunce, di tutti i sacrifici fatti per noi mai fanno memoria ed anzi ogni giorno ci ricordano di dimenticarli.
 
 

Non scambieremo l'amore per possesso. Saremo gelosi in giusta misura. Non tradiremo le nostre donne. Potremo anche averne molte, ma una alla volta.

Controlleremo le nostre pulsioni senza pensare di autoreprimerci . Non saremo pressanti nelle richieste. Faremo l'amore con dolcezza e quando ci sarà richiesto, non come ora. Ci preoccuperemo di far divertire le nostre donne. Non le costringeremo a simulare voluttà inesistenti preoccupandoci di farle divertire.

Ci vergogneremo della nostra urgenza. Non ci comporteremo come animali perché non siamo animali.

Non ci sarà più sesso senza amore. Considereremo il sesso molto meno importante perché ci sarà stata insegnata la sua vera e giusta importanza.

Non andremo per sesso a pagamento con lo scandaloso ed offensivo pretesto che non lo si trova gratis. Corteggeremo senza poterlo considerare una vergogna.

Chiederemo senza poterci sentire umiliati. Quanto otterremo non lo considereremo un'elemosina, ma ne saremo grati.

Rispetteremo la volontà altrui sino ad auto-imporci la castità, se necessario.
 
 

Non chiameremo sofferenza ciò che è solo capriccio inappagato. Lentamente impareremo dalle nostre compagne che vivono bene anche senza sesso. Non le offenderemo masturbandoci. Non le offenderemo sospettando di essere ricattati. Non pretenderemo il cosiddetto "sesso gratis" come se dovessero essere ancora a nostra disposizione.

Non chiederemo con insistenza per insinuare che siano avare.

Non chiederemo. Imploreremo senza paura di perdere la nostra dignità, sapendo bene che anche i bambini lo fanno senza vergogna.
 
 

Confesseremo in pubblico la nostra impotenza senza accusare di ciò le nostre madri e senza vergogna, perché sapremo di essere amati.

Se avremo bisogno di medicine per fare il nostro dovere non lo nasconderemo a nessuno.
 
 

Non ci affanneremo per l'atleticità e la bellezza del nostro corpo, perché sarà finita l'era del narcisismo maschile. Lo cureremo e lo miglioreremo, perché sarà finita l'era della sciatteria maschile. Non parleremo bene del nostro corpo. Non ne parleremo.
 
 

Faremo pipì seduti.
 
 

Capiremo che le nostre compagne possono vivere bene anche senza di noi. Potrebbero vivere meglio. Non le costringeremo a sacrificare il meglio della loro vita standoci accanto. Se vorranno farlo, gliene saremo grati.

Ai sacrifici fatti per metterci al mondo ed allevarci non aggiungeremo la nostra ingratitudine. Quel dimenticare che, per indossare il collier più prezioso, hanno rinunciato alla bigiotteria.

Questo non potremo dimenticarlo.
 
 

Saremo Cavalieri veri, di quelli che non chiedono Cavalleria in contraccambio.
 
 

Diventeremo dolci. Non avremo più bisogno di essere forti, perché capiremo che forza e dolcezza non possono stare insieme.

Avremo un'infanzia felice, perché sapremo che la mattina di St. Klaus mani pietose porranno sulla tavola qualcosa anche per noi.

Non potremo dirci infelici. Non potremo.

Diventeremo mansueti. Uomini buoni.

Buoi?
 
 

> Società femminista.
 
 

Nascerà contro il Male. Contro la nostra volontà., contro la nostra originaria essenza, la Cifra della nostra Differenza.

Non può avere il nome del Male. Non avrà il nostro nome.
 
 

ASSOLUTA COERENZA



> Terre del Nord. Stoccolma, 8 Dicembre 2057.

Il Parlamento svedese ha finalmente approvato la legge contro la masturbazione maschile, adottando la proposta del Comitato Svedese per la Parità e la Libertà Sessuale. Queste le motivazioni presentate dal Relatore Sig.ra O. Linden.

a- E' una pratica culturalmente indotta dal mito del Fallo (infatti non si ritrova in tutte le culture), elemento centrale della cultura maschilista occidentale e strumento della sua perpetuazione.

b- Si fonda sulla ed esalta la centralità dell'organo sessuale maschile come unica fonte del piacere, negando la natura diffusa della sessualità di entrambi i sessi.

c- Contribuisce allo sviluppo egocentrico della sessualità e quindi dell'intera personalità maschile, privandola di quell'estensione corporea e di quell'immaginario che sono la vera bellezza della vita sessuale.

d- E' una pratica offensiva della dignità femminile perché attraverso essa matura e si consolida la convinzione che il corpo femminile sia un oggetto di sostituzione e che l'eiaculazione sia lo scopo di ogni tipo di relazione sessuale, contrastando tutti gli obiettivi della secolare lotta delle donne contro questo tipo di concezione del sesso.

e- E' una pratica che insulta le più complesse e ricche modalità sessuali femminili in quanto rafforza il mito dell'orgasmo fine a se stesso come conclusione inevitabile dei rapporti sessuali ed in tal modo contribuisce alla svalutazione sociale della sessualità femminile e pertanto alla diminuzione dell'autostima nelle donne.

f- E' una pratica cui sono connessi inevitabili sensi di colpa e di vergogna che vengono perciò indelebilmente associati al sesso con gravi danni per la vita sessuale degli interessati e delle loro compagne.

g- E' una pratica offensiva della dignità femminile in quanto, inevitabilmente, sia come premessa, sia in diretta associazione con essa, vi è l'immaginazione del corpo femminile e delle pratiche sessuali secondo i tradizionali cliché maschili, fatti questi che riproducono e confermano il concetto del corpo femminile come oggetto nelle mani del potere maschile.

 h- E' una forma espressiva del profondo egoismo maschile sin qui nascosto sotto una malintesa e falsa libertà che si risolve in una riduzione qualitativa delle relazioni sessuali a danno soprattutto, come si è visto, del genere femminile.
 
 

> Terre del Nord. Copenaghen, 25 Marzo 2063.

Geonews informa: " Il Ministro della Sanità, accogliendo le richieste della parte più avanzata del paese, ha vietato oggi la commercializzazione di Freedom, il noto dispositivo ad applicazione cutanea che controlla istante per istante, a scelta dell'interessato, il livello della libido maschile".
 
 

> Terre del Nord.

La coerenza è assolutamente perfetta. Chi non la vede è buono. Chi la vede è cattivo.

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