Sassi in piccionaia Sassi sulle vetrate Sassi nel futuro Sassi contro il cielo

SASSI SULLE VETRATE


CONTENUTO
 
 

> UNA MANCIATA DI PIETRUZZE

> SCIACALLI (Ormoni maschili, terra di conquista)

> INVEROSIMILE (Dei sacrifici e dei doveri)

> PAROLE AUTOSPIETATE (Confessione autolesionista)

> "PUNTI-GNOCCA" (o "Delle libere carrozzine")

> SECONDI FINI

> CATTIVERIA MASCHILE (Giochi di parole)
 



UNA MANCIATA DI PIETRUZZE



... poiché sta scritto: "Scherniranno l'esploratore coloro che non credono al suo racconto".
 
 

 > Verità. "Non abbiamo bisogno di voi". Questo è vero, ora. Si chiamava amore. Noi avremo sempre bisogno di voi. Si chiama passione.
 
 

> Profezia

- Metà ottobre 1998. Inizia l'era Viagra in Italia.

- Fine novembre 1998. Primo morto per Viagra in Italia.

- Fine dicembre 1998. Pressato dalla Federcasalinghe, il Ministro della Sanità trasmette ai medici di base una circolare restrittiva sulla prescrizione del farmaco.

E' bello sapere che, nientedimeno, l' Immacolata Concezione in persona si prende cura della nostra salute.
 
 

> Autocensura

Viagra nuoce alla salute. Mi stavi suggerendo: "Già ... a quella dell'Immacolata Concezione". Ho dovuto censurarti, Walter, birbante che non sei altro!
 
 

> Mammoni. Siamo mammoni, questo è vero. E' un'accusa contro di noi perché sono i figli che educano le madri.
 
 

> Mammoni 2. Mammoni 1 è una cattiveria. Le madri educano così perché non possono fare diversamente. Cos'hanno da guadagnare ad allevarci così? E' l'attuale stato di cose che impedisce loro di comportarsi diversamente. Lo stato delle cose dipende da chi ha il potere. Il potere lo abbiamo noi. La colpa è nostra.
 
 

> Ogni cosa al suo posto. C'era uno spot sui Mondiali con una donna rompiscatole. E' intervenuto il Comitato Pari Opportunità: "Offende le donne". E' stata sostituita da un uomo. Non possiamo offenderci. E' la verità. Fossimo solo rompiscatole... Il Bene. Il Male. A ognuno il suo.
 
 

> Bello. "Femmina è bello". Lo si sente dire. Non suona male. "Maschio è bello". Non suona niente bene. Non l'abbiamo mai sentito dire. Te la sentiresti, Walter, di dirlo pubblicamente tu, per primo?
 
 

> Fallocratico. Fallocratico - Fallocentrico. E' qualcosa di poco buono, qualcosa di cattivo e porta il nome di una parte del nostro corpo.
 
 

> Fallocratico. Il nome di quella parte del nostro corpo. Come se questa Civiltà fosse figlia di una concezione immacolata.
 
 

> Imparare il male. Una banda di ragazzine insegue, terrorizza e picchia delle coetanee. "Hanno imparato a fare come i maschi".
 
 

Quando leggeremo che hanno imparato a fare come i maschi NEL BENE, alzeremo gli occhi contro questa Filosofia, perché essa ha limpida coscienza di essere un allucinato delirio e questa prova sarà il sigillo della sua autocondanna: questa prova, unica e sola.
 
 

> Imparare il male. C'è chi il male lo deve apprendere e chi invece lo trova in sé originariamente.

 


SCIACALLI



> Gnocchella. "Cosa sarebbe il mondo se non ci fosse la 'Nutella'?", grida lo spot, dopo aver mescolato crema di cioccolata e crema di pelle. La sciantosissima dondola davanti agli occhi di un dodicenne. I nostri ormoni non sono ancora svezzati e già siamo prateria per gli sciacalli. Nessuno è intervenuto. Nessuno interverrà. Cosa c'è di male nel far del male al Male?
 
 

> Carrozzella. Il vecchietto in carrozzina tenta di toccare il sedere della desiderabilissima, conscia e compiaciuta. Ma che vuoi dalla vita, nonnino? Non è che ti sei montato la testa per via del Viagra?

Solo dopo morti lo sciacallaggio finisce. Nessuno è intervenuto. Nessuno interverrà. Cosa c'è di male? Cosa c'è di male nel far del male al Male?
 
 

> Gnocchella & Carrozzella. Quando vedrai gli stessi spot alla rovescia, fammelo sapere. La Parità Ormonale è un teorema del Bene. Fammene vedere i corollari, Walter.
 



INVEROSIMILE



> Tempo interposto. Tempo fa, Deborah, mi parlavi delle fatiche di Annette nell'allevare da sola il piccolo Marco. Fatiche e rinunce di cui nessuno tiene conto. Li chiamavi sacrifici.

Oggi ti ho parlato delle fatiche di Claudio nel tirar su da solo il piccolo Matteo. "Niente più del suo dovere", mi hai risposto.
Sacrifici: più del proprio obbligo morale.
Doveri: niente più del proprio obbligo morale.
 
 

Tu non ci credi Walter: "Non è verosimile". Hai ragione, non è verosimile.

Si può sempre provare, se si vuol credere.
 



PAROLE AUTO-SPIETATE



> Deborah. "Non abbiamo bisogno di voi". Questo è vero, ora. Si chiamava amore. Noi avremo sempre bisogno di voi. Si chiama passione.
 
 

> Ferito. Ferito nell'orgoglio, Walter, gridi verso di me maledicendomi e mi chiedi quale sia lo scopo di quest'umiliante parlare e cosa abbiamo da guadagnare noi da questa auto-spietata confessione d'irreparabile dipendenza.

Coloro che non hanno più bisogno di amarci, quelli la chiamano: "Ossessione maschile per la verità".

E' la nostra seconda malattia.
 
 

> Amore. "Non abbiamo bisogno di voi". Questo è vero, ora. Si chiamava amore. Noi avremo sempre bisogno di voi. Si chiama passione.
 
 

> Si chiamava amore. "Amore mio, se mi lasci muoio perché non posso vivere senza di te". Talvolta finisce in suicidio.

Vuol dire che chi parla non può vivere senza l'altro.

Vuol dire che chi parla ha bisogno dell'altro.

Vuol dire che più grande è il bisogno, più grande è l'amore.

Non chiederti, Walter, cosa accada quando il bisogno finisce. Non osare tanto.
 



'PUNTI-GNOCCA" o DELLE LIBERE CARROZZINE



> Carrozzine. Mi dici, Walter, che i tuoi amici si sono molto risentiti per via dei "punti-gnocca". "Ah ... ci siamo... i maschi non devono spingere le carrozzine! Ti pareva...!". "Quelle parole vigliacche possono forse riferirsi ad uno su mille!".
 

Stupirsi?
 

Chiedi dunque loro come possiamo distinguere quell' "uno su mille" dagli altri mille.

Chiedi loro perché quella nostra dipendenza ci imponga anche l'automenzogna.

Chiedi loro perché mai quell'originaria debolezza ci assolva dalla viltà.

Chiedi loro a che giovi un auto-racconto di salvezza quando oltraggia quella verità che noi siamo.
 
 

> Carrozzine. Mi chiedi come potranno mai sapere che non spingono carrozzine sotto l'innominabile ricatto. Quando dormiranno in camere diverse, allora io, tu, loro, noi tutti sapremo che quella carrozzina si chiama Libertà.
 



SECONDI FINI



> Altro fine. Tradendo una certa sufficienza, la butti là: "Gira e rigira, alla fine, di noi vi interessa solo quello".

Ti chiedo perché sei così cattiva con il tuo genere, Adlina. Ma non ci capiamo.
 
 

> Primo fine. Così ti chiedo quale sia il vostro primo fine, Adlina. "Quello di sacrificarci per voi non lo è più, stai sicuro" rispondi, e aggiungi "Finalmente!".

"Finalmente!" ripeto io. Ma non ci capiamo.
 
 

> Primo fine. Così ti chiedo quale sia il vostro primo fine, Adlina. "Qualcosa che con la vostra logica difficilmente potreste capire e che comunque non vi riguarda".

Ti esprimo il mio ragionato e forte timore che l'affermazione non sia vera. Mi guardi interdetta. Non ci capiamo.

> Primo fine. Così ti chiedo quale sia il vostro primo fine, Adlina: "Abbiamo smesso da tempo di domandare a voi quale debba essere, bello mio!".

Ti chiedo di giurarmi che non è più quello di una volta. Batti l'indice sulla tempia e scrolli la testa. Non ci capiamo.

CATTIVERIA MASCHILE

> Vergogna. Si dice 'Zhang'. E' cinese. Vuol dire: marito, maestro, Signore. Sappiamo cosa significhi tutto questo. Ne conosciamo i presupposti e le conseguenze. Sappiamo a cosa sia correlato, da cosa derivi, che cosa implichi. Un sintomo ed una causa, e sappiamo tutti di che cosa. Una vergogna.
 

Si dice 'Donna'. Vuol dire 'domina': Signora e padrona. Questa è solo una battuta maschilista di pessimo gusto, irridente ed offensiva. Una vera vergogna.

[Inizio]