CONTRO IDA MAGLI
ANTIMETAFORA DEL BENE "*"
“Guardai
verso le quattro parti del mondo e non trovai risposta all’antica domanda:
da dove viene il male? Qual è la sua origine? Il male del Qui e
dell’Altrove, del Passato e dell’Avvenire. Chi è il male? Chi è
il male di sempre?
Allora
interrogai il mio cuore e capii: il male era Lei. Il male attuale e quello
possibile, il male visibile e quello invisibile: Lei era il male, la Femmina
era il male.
Ebbi
quindi uno scopo e ad esso mi votai. Allo scopo più grande per ogni
uomo e per ogni donna, per tutti gli uomini e tutte le donne: cacciare
il male dalla faccia della terra. Cacciare la Femmina fuori dal mondo.
Cercai perciò uno strumento adeguato, poiché abbisognavo di un’arma potentissima, gravida di un potere straordinario, emanatrice di terrore: una spada invincibile dalla potenza annichilatrice.
Affondai
allora le mani nel cuore di questa Civiltà e trovai. Trovai il parto
osceno delle donne occidentali, scandalo per la natura, vergogna del mondo:
l'Amor-Contabile.
E'
l'amore che tiene il conto di ogni cosa che fa, che calcola tutto quello
che dà. L'amore per cui è sacrificio ogni gesto compiuto
per l'altro, rinuncia ogni scelta fatta con l'altro, privazione ogni vicinanza
con l'altro. Furto ogni dono, rapina ogni regalo. E' quell'amore che sempre
ricorda i suoi gesti e mai dimentica di farli ricordare.
Ci
ricorda il costo di ogni poppata, di ogni camicia, di ogni nottata. Amore
Che Non Dimentica: il mostro che strappai alla matrice di questo Occidente.
Lo presentai agli uomini sgomenti, lo mostrai alle donne inorridite "Non io! Non io!" giurarono, "Giammai! Giammai!" gridarono. In questo modo le catturai. Mi impadronii di questo scandalo e ne feci la mia spada. Arma Finale, così la battezzai..
Facilmente
appresi a maneggiarla, poiché subito usai quella vergogna degli
umani, quell'infamia del mondo come mantello chiamandola "Cultura dell'Amor-Contabile",
come tale la denunciai, per poterla impiegare senza pietà contro
tutte le donne del mondo, per poterle colpire tutte fingendo di non colpirne
alcuna.
In
tal modo divenni invincibile, poiché avevo reso la mia spada invisibile,
secondo gli Antichi Insegnamenti.
Sotto la maschera della 'cultura' mi scagliai contro il genere maledetto dal cui buio profondo proviene ogni male. Calunniai ogni loro opera, disonorai ogni loro fatica, schernii le loro sofferenze, irrisi alle loro paure. Svillaneggiai i loro gesti, ridicolizzai i loro valori, denigrai le loro creazioni, spregiai il loro amore.
Mai però dissi "Le donne", mai dissi 'Il genere femminile'. Sempre parlai di "cultura dell'Amor-contabile" e raramente di 'Donne occidentali', per poterle colpire tutte fingendo di colpirne alcune. Denunciai tutto ciò come 'cultura del ginecismo' per poterle dannare tutte insieme, senza colpire nessuna. Bollai infine come "Contabili" una parte di esse per maledirne l'intero genere, salvando la mia innocenza.
Raccontai
la storia come storia delle loro malefatte, del loro odio, della loro invidia,
ben attento ad assegnarne la causa alla 'peste ginecista'. Chi avrebbe
potuto opporsi alla mia lotta contro l'infamia dell'Amor-Contabile se già
non trovavo che alleati ? Dov'erano infatti i miei avversari? Chi mai osò
proclamarsi mia nemica?
Con
la colpa ed il disonore, la vergogna e la paura, secondo gli Antichi Insegnamenti,
combattei la mia battaglia. Tutto ciò che non mi apparteneva, tutto
ciò che non potevo capire, sempre proclamai "frutto dell'Amor-Contabile".
Non solo definii spregevole tutto ciò che è femminile, ma
anche denominai femminile tutto ciò che spregevole mi parve.
Associai così al loro corpo, ad una parte del loro corpo, ogni cosa ignobile ed abietta. Ed a quale parte del corpo se non a quella che definii Canale del Ricatto, Porta del Rancore, Ianua Invidiae. Non vi fu male, non vi fu scandalo, non vi fu abiezione nel mondo che io non associassi a quella porta ed alla sua forma. Motteggiai sull'Anfiteatro del Livore, ne dileggiai le ridicole forme, mi feci beffe dei suoi bisogni, svergognai i suoi sudici piaceri. La loro oscena ossessione.
Sempre
condussi la mia battaglia contro la 'cultura ginecista', e mai - capitemi
- non mai contro le femmine, non mai contro le donne.
In
tal modo potei mostrare al mondo cosa nascondessero la “cura del corpo”,
“l'amore per la propria femminilità”, “l’automanutenzione”. Svelai
allora la volgare celebrazione di se stesse, il viscido autocompiacimento,
la disgustosa ingordigia di Colei che ogni cosa vuole incorporare. L'insolente
autoidolatria del Canale del Ricatto, la blasfema volontà di potenza
di Colei che si autoproclamò Dio: "Io partorisco il mondo dunque
io sono il Mondo".
Non
mi fermai davanti a nulla. E perché avrei dovuto? Non ero io forse
un Guerriero del Bene, non lottavo io contro quell'Amor-Contabile da tutti
aborrito?
Sotto
l'ombrello della guerra al ginecismo, svelai le infamie femminili in ogni
angolo della terra, in ogni pagina della storia, in ogni piega delle arti
e delle scienze, dietro ogni bene, nella trama di ogni relazione, al di
là di ogni 'nobile gesto'. In ciò mi fu di giovamento - voi
capite - l'esser io antropologo. Noi ci occupiamo di culture, non della
natura.
Io lottavo contro una "cultura" perciò potei entrare nella loro anima. Irrisi ai loro sogni, oltraggiai i loro sentimenti, vilipesi il loro coraggio, condannai le loro passioni. Disprezzai la loro cura, derisi i loro sforzi, diffamai le loro conquiste. Denigrai la loro bellezza, sporcai la loro innocenza, calunniai la loro vita, sbeffeggiai la loro morte. In tal modo m’impossessai della loro anima ed insegnai loro chi fossero veramente, cosa veramente volessero, cosa dovessero volere, come dovessero giudicare, come potessero giudicarsi. Diedi loro le parole con le quali definirsi, i valori sui quali valutarsi. Fu così che resi piccolo il loro cuore. Fu così che le annichilii.
Allora si volsero dalla mia parte divenendo paladine della buona causa. Come potevano dimostrare altrimenti di essere libere da quell'orrore, senza colpe di fronte alla vergogna dell'Amor-Contabile? Così le trasformai in Amazzoni del Bene. Scavarono allora dentro di sé alla ricerca del male, e tutte lo trovarono. E quelle che per prime divennero docili, queste soprattutto io finsi di amare. Allorché le giudicai degne, ad esse riconsegnai la loro anima affinché ne facessero strazio.
Fui
talvolta accusato di offendere tutte le donne del mondo, di oltraggiare
e dannare la femminilità stessa. Fui imputato di odio infinito,
di livore antiumano.
Ma
sempre replicai serenamente: "Come è possibile? Io amo le donne.
Io lotto, come ogni altro, contro la cultura dell' Amor-Contabile, non
dovremmo forse fare tutti così? Lo so, qualcuna finge di non capire,
finge di sentirsi offesa con lo scopo di accusarmi, ma le donne migliori
sanno che non combatto contro di esse. Tutte possono vedere, tutte sanno
che io ammiro la femminilità, la vera femminilità.
Non c'è ragione di offendersi", così rispondevo sempre aggiungendo:
"Certo,
ci sono donne che si offendono veramente, ma questo accade perché
sono portatrici di quella cultura. Questa ne è la prova, lo sappiamo.
Perciò è naturale che si offendano, è bene, è
necessario che costoro si sentano ferite, solo così possono cambiare.
Vedete bene che, offendendosi, tradiscono l'appartenenza a quella vergognosa
cultura".
In
questo modo insegnai ad esse la vergogna di sentirsi offese e mi liberai
di ogni resistenza. Nessuna osò dichiararsi ferita, protestarsi
violata dai miei oltraggi: chi si sarebbe mai potuta offendere? Chi avrebbe
osato confessare la sua appartenenza al novero delle 'Contabili' ? Fu così
che lo spazio del Bene si aprì davanti a me ed io potei, finalmente,
cacciare il male fuori dal mondo.
Cacciare
la Femmina dalla faccia della terra.
Oggi,
giunto all'ultima ora, parlo in questo modo a tutte le donne del mondo,
affinché sappiamo perché e conoscano come abbiamo potuto
sottrarre ad esse il diritto morale all'esistenza.
Questo
ho fatto, questo ho potuto fare con Arma Finale, spada invisibile, sotto
il glorioso nome di Nemico dell'Amor-Contabile".
Tutto
ciò ho trascritto per gli uomini di questo tempo, affinché
sappiano perché e conoscano come fu tolto al loro cuore il diritto
di esistere.
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(R. Barnart)
(*) Qui l'amor-contabile occupa il luogo dello stupro e la "Cultura dell'Amor-contabile" quello della "Cultura dello stupro".