FEMMINISMO E NICHILISMO

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Smutandamento del mondo

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Quando le bandiere diventano trasparenti, quella è l'era del Nichilismo.

E, bisogna riconoscerlo, la Donna Liberata non poteva liberarsi e salire all'apice della Gerarchia degli Esseri prima di aver candeggiato a dovere l'anima degli uomini.

Varecchina oggi, candeggina domani, la bandiera maschile è diventata un lacero strofinaccio buono per la bassa pulizia delle latrine morali dell'Occidente. Il maskio sarebbe il male, se fosse qualcosa.

La Donna Liberanda, nel liberarsi, ha finalmente messo le mani nelle nostre psicomutande e vi ha scovato le antiche vergogne. Era ora.

Ha visto, e proclamato, che il nostro amore (mi si passi il termine) era la maschera del nostro interesse: il coito e la manutenzione. Alzi la mano chi osa negarlo.

Che il maschio è una tigre di cartapesta, falso fuori e bolso dentro. Che quando non è onanista è stupratore e che la celebrazione della Sua bellezza - la c. d. "poesia" - è un sottoprodotto del testosterone. Sparisse questo sparirebbe anche quella.

Freud sottoscrive.

Che la poesia è vaniloquio e che è giunta l'ora della prosa perché Lei, la Liberata, ha smesso di credere alle nostre fandonie. Ai nostri salamelecchi.

Prendiamone atto.

Assassinato Dio (perché "Tutte le religioni sono nemiche delle donne"), è entrata, iconoclasta frivola e leggera, nei Templi, rivelando come meglio non si potrebbe che non vi è nulla di Sacro, nulla di rispettabile, nulla che debba essere rispettato. Ha rovistato nei Tabernacoli estraendone i nostri totem e i nostri feticci sbugiardandoci finalmente come ridicoli idolatri. Mostrando che non ci sono né Dèi né Eoni, né Spirito né Idealità. Che il Cielo è deserto e che in questo qui-ed-ora tutto comincia e tutto si esaurisce.

La chiamano finitudine.

Che una sola cosa è sacra in questo mondo: il Suo corpo.

Che la vita ha un solo scopo: la Sua grandezza.

Che la storia è stata niente più che l'epifenomenologia del delirio maschilista. Ergo, prima finisce e meglio è.

Cioran annuisce.

Ha scoperto, e proclamato, che il mondo può esistere senza il Partenone, i Canti di Milarepa, la cromodinamica quantistica, la Danza del Sole. Che non c'è bisogno delle superfetazioni maschili per mantenere in vita la vita e che se gli uomini vi si sono dedicati questo è sintomo di una malattia di cui Lei non porta responsabilità.

Che nessuna femmina ha mai chiesto loro di morire per l'immaginato, l'immaginario, l'immaginabile. Che la vita è esistita prima che quei forsennati si dedicassero, anima e corpo, a creare istituzioni e leggi, ordini e consuetudini, arte e scienza e che la vita vivrà anche dopo che essi avranno, finalmente, tolto il disturbo. Perché la Terra è venuta prima e resterà dopo.

Provate a negarlo.

Che non ci sono ragioni immateriali per bruciare la vita (che Lei partorisce lacerandosi) e che di tutto il bendiddio che le Civiltà hanno prodotto non Le è mai importato granché. E' vero: la vita può durare senza la dodecafonia.

Che la morale è il Codice del Potente come prova il fatto che Essa, divenuta tale, ha imposto il Suo. Che il valore delle cose, delle persone, degli enti è decretato da coloro che stanno in alto e perciò, se c'è qualche maschio che eccelle in Sua presenza, che vada ad eccellere da qualche altra parte.

Ha sputato sui padri ("Hegel" era un trasparente pretesto) affinché restassimo senza radici e ci piegassimo docili al Suo insegnamento (chi lo chiama 'rieducazione' è un malandrino).

Tutto questo perché, come si sa, al di là del bene e del male non si può trovare che un altro bene e un altro male. Finalmente il Suo.

La Donna Liberata va per la sua strada e non si può certo imputarle il fatto che, mentre svelava i suoi fini, abbia smutandato il mondo affinché capissimo che non ci sono oasi nel deserto. Solo miraggi.

Brava.

E' stato scritto che il nichilismo comincia là dove finisce la volontà di autoingannarsi e che quest'ultimo disincanto è la deriva necessaria di un'evoluzione che molti previdero e, insieme, prescrissero. E chi ha voglia di ingannarsi, ormai?

Il mondo non ha più polpa, ci è rimasto lo scheletro.

La Liberata ha portato a termine il compito: tanto di cappello.

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Resta una domanda: l'ultima unghiata del Niente sulle carni del Senso era inevitabile o deriva dal fatto che i maschi Le hanno consegnato il potere di decidere cosa sia bene e cosa sia male per tutti?

Non è che, distratto dallo sventolio delle mutandine, qualcuno qui ha abdicato, cosi che i Due vadano, reciprocamente liberi, in rovina?

Non è che qualcuno ha nascosto la sua viltà sotto il mantello dell'espiazione, così che i Disaccoppiati vadano, ciascuno a modo suo, in bancarotta?

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R. B. - Gennaio 2005